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Trapianto di capelli e microinnesti: l’arma numero 1 contro l’alopecia

da | Mag 27, 2020

In ogni cultura i capelli rappresentano forza e virilità: addirittura il primo esempio lo si ritrova nella Sacra Bibbia con Sansone, siamo lontanissimi da microinnesti e qualsiasi trapianto di capelli… 

La perdita dei capelli in alcune persone può essere vissuta come una forma di castrazione simbolica che impoverisce la propria immagine e personalità.

La forma più comune è detta alopecia androgenetica e colpisce il 65% degli individui maschi e il 15-25% delle femmine.

Perché cadono i capelli?

L’alopecia androgenetica dipende sia da una predisposizione genetica (genitori o nonni portatori di calvizie) che ormonale.  In realtà quello che si eredita è una sensibilizzazione dei capelli di alcune aree della testa agli ormoni maschili che finiscono per danneggiarli e provocarne la caduta. Non c’entrano quindi gli shampoo frequenti, il casco della moto ecc…

I capelli della nuca e delle tempie invece ne sono immuni, il che equivale a dire che sono programmati geneticamente per durare tutta la vita.

Questa è la ragione per la quale, anche se trapiantati lontano dalla loro sede originale continueranno il loro normale ciclo vitale.

Approfondisci anche leggendo il mio articolo: “8 miti smontati sul trapianto di capelli”

Normalmente i primi segni di diradamento compaiono intorno ai 18-20 anni in coincidenza con i massimi livelli di testosterone circolante e sono tipicamente evidenti al vertice e al margine frontale del capillizio.

L’evoluzione è progressiva e irreversibile fino alla caduta del capello geneticamente predisposto e in generale quanto più è rapido il processo quanto peggiore è la prognosi, se non si interviene adeguatamente.

Trapianto di capelli e microinnesti come soluzione contro l'alopecia
Trapianto di capelli e microinnesti: l’arma vincente contro l’alopecia

Trattamento medico dell’alopecia

Tra i trattamenti medici il Minoxidil e la Finasteride sono tra quelli più efficaci; alcuni tipi di aminoacidi, alcune vitamine e vari oligoelementi, possono pure, a volte, ritardarne la caduta.

L’utilizzo di capelli sintetici è attualmente vietato in vari Paesi tra cui gli Stati Uniti, per le inevitabili reazioni di rigetto da corpo estraneo che si manifestano entro 1 mese fino a un massimo di 2 anni e che portano inevitabilmente alla perdita totale dei capelli impiantati e frequenti rischi di complicazioni locali.

Microinnesti nella Fue, Fut, Fumss

I microinnesti di capelli (o autoinnesti) rappresentano l’ultima evoluzione tecnica del settore che ha consentito il conseguimento di risultati spettacolari. Gli autoinnesti possono essere prelevati dalla nuca:

  1. a uno a uno (tecnica FUE)
  2. come isola cutanea (tecnica FUT) che viene suddivisa con precisione in microinnesti
  3. come mini-isole (tecnica FUMSS® – Follicular unit mini-strips surgery): (tecnica personale) – I bulbi vengono prelevati in forma di mini-strips. E’ la tecnica da noi utilizzata attualmente: integra i vantaggi delle precedenti.

Vantaggi della tecnica FUMSS® rispetto alla FUE e alla FUT

•          Prima di tutto, il prelievo è mini-invasivo perché evita la lunga e traumatica cicatrice nucale della FUT scomponendola in mini-cicatrici occultabili ancora più facilmente;

•          Essendo meno traumatica, prelievo e sutura possono avvenire con maggior rapidità;

•          Le “mini-strips” possono essere precisamente suddivise in micro-innesti senza rischio di danneggiarli perché sotto forte ingrandimento.

•          Non si provoca nessun diradamento dell’area donatrice (come nella FUE) che potrà essere eventualmente riutilizzata per altri prelievi

•          Non vi è necessità di radere i capelli a zero

•          Si evita la fastidiosa rigidità nucale accompagnata da perdita temporanea della sensibilità locale, tipica delle lunghe cicatrici: le incisioni “intermittenti” (“mini-strips”) garantiscono ampi spazi di integrità del cuoio capelluto entro il quale possono decorrere indenni le fibre nervose sensitive lasciando sostanzialmente inalterata sensibilità ed elasticità locale.

Il trapianto di capelli ricorda per molti versi il giardinaggio: quando si trapianta una pianta da una aiuola all’altra, è necessario attendere qualche tempo per consentirle di adattarsi al nuovo terreno.

Lo stesso avviene con i mini-innesti: bisogna attendere diversi mesi perché il bulbo riprenda al meglio la propria funzione. Nei 6 – 12 mesi successivi all’intervento il capello crescerà oltre che in lunghezza anche in diametro e il risultato sarà considerato ottimale tra i 9 e i 12 mesi.

Insomma, i nuovi capelli manterranno intatte tutte le caratteristiche originali dell’area donatrice.

Guarda i casi prima e dopo del dott. Lucchesi

Che cure particolari sono richieste dopo un trapianto di capelli?

Nessuna in particolare, non essendo necessaria alcuna medicazione esterna; il trattamento è completamente indolore tanto che, il 90% dei pazienti, non trova necessità di assumere alcun tipo di analgesico.

Il primo shampoo è consentito dopo 5 giorni; i punti della regione nucale (Fut e FUMSS) cadono da soli e non devono essere rimossi dal chirurgo.

Cosa accade alla zona donatrice?

E’ spesso difficile riconoscere il punto esatto in cui è stato effettuato il prelievo cutaneo; le cicatrici del cuoi capelluto infatti tendono a guarire generalmente in modo piuttosto favorevole.

Quanto dura il risultato di un trapianto di capelli?

I capelli sono definitivi e per tutta la vita, sulla base dei dati raccolti dagli oltre trent’anni di evoluzione di questa tecnica.

Ci sono particolari cure per il mantenimento dei microinnesti?

No, una volta cresciuto il capello, verrà trattato esattamente come un capello normale.

Quanti trattamenti sono necessari?

Questo varia in funzione del tipo e del grado di alopecia. Orientativamente piccole alopecie richiederanno un singolo trattamento, mentre le più grandi 2 o 3 sedute.

Quanto dura un trapianto di capelli?

La durata degli interventi di trapianto di capelli, proprio per l’estrema meticolosità richiesta è sempre di diverse ore durante le quali il paziente può in realtà, leggere, dormire o perfino…guardare un film!

Il dott. Lucchesi è socio AICPE e SICPRE

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