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10 domande sulla mastoplastica additiva e sulle protesi mammarie

da | Mag 28, 2020

1 “Perché ci si sottopone ad intervento di mastoplastica additiva?”

Le motivazioni che spingono una ragazza o una donna a decidere di aumentare il volume del proprio seno sono molteplici: senso di inadeguatezza nei rapporti interpersonali, desiderio di un aspetto più sensuale e desiderabile, a volte, molto più raramente, un’attività lavorativa artistica o di spettacolo che imponga un aspetto più prorompente…

E’ comunque piuttosto comune il ricordo di prese in giro in età giovanile fra compagni di scuola che hanno probabilmente innescato, a volte, piccoli-grandi  complessi.

2 “Come va affrontata la mastoplastica additiva in massima sicurezza?”

L’intervento di mastoplastica additiva è di fatto uno dei più richiesti in chirurgia estetica. Questo è spiegabile sia per la particolare importanza che ha assunto il seno nella nostra cultura occidentale, sia per la semplicità dell’intervento. Per quanto semplice deve tuttavia essere affrontato con la massima precisione da un professionista specifico: affidatevi sempre e solo ad un specialista in chirurgia plastica e ricostruttiva, non ad altri medici.

L’intervento deve eseguito in case di cura o cliniche moderne e ben attrezzate sotto il controllo di un anestesista esperto; diffidate da sale operatorie improvvisate in piccoli ambulatori o in ambienti poco convincenti.

La vostra salute vale immensamente di più…

3 “Come viene programmato la mastoplastica additiva?”

Si deve tenere in prima considerazione il desiderio della paziente circa il volume o la forma del futuro seno. Il chirurgo metterà poi a disposizione i suoi consigli in base alla propria esperienza professionale valutando parametri oggettivi quali l’altezza, il peso, la larghezza delle spalle, la costituzione generale, ecc. Sarà apprezzato naturalmente anche il suo gusto personale per un tocco di classe finale… E’ durante la prima o le prime visite che verranno decisi i dettagli tecnici: dove posizionare le protesi (in una posizione più superficiale o più profonda?), quale tecnica utilizzare, eccetera.

A questa prima fase, diciamo così progettuale, deve essere dedicata tutta l’attenzione e il tempo necessari, in una o più visite successive. Senza alcuna fretta.

10 domande sulla mastoplastica additiva e sulle protesi mammarie
10 domande sulla mastoplastica additiva e protesi mammarie

4 “Che tipo di protesi vengono utilizzate?”

Le protesi di utilizzo più comune sono quelle di silicone perché attua

lmente offrono le migliori garanzie in termini di sicurezza e naturalezza. Ne esistono di moltissimi tipi e di marche diverse: il chirurgo ha normalmente una casa produttrice di riferimento in base alla sua esperienza e abitudini personali. Sarà lui a decidere le caratteristiche tecniche della protesi: rotonda o anatomica? Ad alto o basso profilo? Di quale misura? ecc..

Sempre però in base alle caratteristiche della paziente che ha di fronte e nel rispetto della regola d’oro che “non esiste una protesi ideale ma una protesi specifica per ogni mammella”. 

In ogni caso i migliori prodotti sono oggi garantiti a vita dalle aziende produttrici.

5 “Possono essere pericolose le protesi mammarie?”

L’utilizzo di protesi mammarie è da decenni diffuso in tutto il mondo.

E’ stata dimostrata la loro sostanziale innocuità e studi specifici sono continuamente in atto per escludere rischi reali connessi al loro utilizzo.

In particolare si sta attualmente valutando l’ipotetica correlazione tra l’insorgenza di un linfoma (ALCL) e l’utilizzo di un particolare tipo di protesi. Si tratta, è bene chiarirlo, di un numero estremamente basso di casi: su 20-30 milioni di donne impiantate nel mondo sono stati segnalati 800 casi in tutto.

Le protesi mammarie sono costituite da materiale biologicamente inerte e per questo motivo i rigetti sono praticamente inesistenti. In una bassa percentuale dei casi si può invece verificare un variabile indurimento o irrigidimento del seno come risposta infiammatoria dell’organismo alla protesi: si parla in questo caso di “capsula”. Non è un evento pericoloso ma può nei casi più marcati richiedere una correzione chirurgica ulteriore.

Guarda i casi prima e dopo del dott. Lucchesi

6 “Rimangono cicatrici visibili dopo la mastoplastica additiva?”

Le cicatrici residue sono normalmente poco visibili perché lunghe solo pochi centimetri. Esistono basicamente tre diverse vie d’accesso per l’introduzione delle protesi: dal bordo inferiore dell’areola, dall’ascella e dal solco sottomammario. La scelta viene fatta in considerazione di alcuni parametri anatomici e secondo la preferenza della paziente. Le qualità finale delle cicatrici dipende da tanti fattori non sempre prevedibili: tendono a migliorare con il passare del tempo e non creano normalmente problematiche particolari.

Sono comunque sempre possibili piccoli ritocchi successivi in anestesia locale.

7 “Quanto dura l’intervento?”

Una volta eseguiti i necessari esami preoperatori (ematici, elettrocardiogramma, mammografia o ecografia) la paziente può affrontare l’intervento, di circa un’ora e mezza, in sedazione profonda o anestesia generale.

L’efficacia delle moderne anestesie rende possibile fare ritorno a casa il giorno stesso.

I punti di sutura sono riassorbibili e non devono essere rimossi dal chirurgo.

Dopo una settimana circa è consentita la prima doccia e si può gradualmente riprendere l’attività lavorativa d’ufficio. E’ consigliabile, specie con la tecnica sottomuscolare, non eseguire sforzi intensi nei primi giorni.

8 “E’ doloroso?”

Dopo una mastoplastica additiva più che un vero dolore viene spesso riferito un certo indolenzimento e senso di tensione, particolarmente nel secondo-terzo giorno; dopo l’infiammazione si attenua sensibilmente. Sono sufficienti i comuni analgesici per tenerlo sotto controllo.

9 “Le protesi permettono di allattare e di fare lo screening della mammella?”

Certamente sì. In particolare con la via di accesso al solco sottomammario o ascellare la ghiandola rimane praticamente intatta e non vi è alcuna compromissione di un futuro allattamento.

Con la via peri-areolare si calcola una interruzione di circa il 10-20% dei dotti galattofori, lasciando cioè intatto l’80-90% della capacità lattifera della mammella.

Per lo stesso motivo le protesi non ostacolano le eventuali indagini diagnostiche, come l’ecografia al seno e la mammografia, che possono e devono essere eseguite regolarmente.

10 “E’ necessario eseguire massaggi al seno dopo mastoplastica additiva?”

Sono in genere consigliabili alcune sedute di massaggi linfodrenanti se eseguiti da personale qualificato; normalmente il chirurgo stesso può suggerire i professionisti più validi ed affidabili. La paziente può comunque contribuire applicando quotidianamente creme specifiche idratanti e nutrienti.

Il dott. Lucchesi è socio AICPE e SICPRE

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