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Mastoplastica additiva: differenze tra protesi anatomiche e protesi rotonde con gel di silicone

da | Mag 25, 2020

La mastoplastica additiva è forse l’intervento più richiesto al mondo dopo la liposuzione. Le protesi mammarie rappresentano il prodotto di prima scelta per gli interventi di aumento del seno: ciò è dimostrato dai milioni di donne nel mondo intero che si sono affidate all’intervento di mastoplastica additiva.

Protesi rotonde o protesi anatomiche… ma è sicura la mastoplastica additiva?

Naturalmente ne esistono di tantissimi tipi e la scelta deve dipendere necessariamente da una valutazione delle caratteristiche di ogni singola paziente: quelle che calzano perfettamente su una donna possono essere invece sconsigliate su un’altra.

Le protesi mammarie impiantate con la mastoplastica additiva sono diventate tanto sicure, per lo meno quelle prodotte dalle migliori aziende, da essere garantite per tutta la durata della vita.

Le pazienti che si rivolgono a noi per una prima consulenza specialistica sono spesso già in possesso di molte informazioni raccolte sulla rete, giornali o altrove; alcune sono corrette, altre meno e normalmente è necessario metterle un po’ in ordine. 

Se si tratta di mastoplastica additiva è facile che la prima richiesta sia: “mi può mettere delle protesi a goccia, o delle protesi anatomiche?”…Questa domanda viene posta senza spesso conoscerne le caratteristiche.

Differenze tra protesi anatomiche e protesi rotonde

Possiamo dire, semplificando, che effettivamente esistono due principali categorie di protesi mammarie: quelle rotonde e quelle anatomiche. 

…protesi rotonde…

Le prime, quelle rotonde, sono presenti sul mercato da molti decenni, disponibili nelle varie misure, dalle più piccole alle più grandi, con proiezioni diverse (basso, medio e alto profilo). Le protesi rotonde di migliore qualità sono riempite con un gel piuttosto fluido e fluente: questo significa che la loro forma non è precostituita, cioè non è rigida e stabile, ma risente in qualche modo sia della pressione dei tessuti circostanti che della gravità. In altre parole possono modificare leggermente la propria forma in relazione alla posizione eretta od orizzontale

…protesi anatomiche…

Le protesi anatomiche sono quindi un prodotto con caratteristiche particolari che va a nostro avviso utilizzato in casi selezionati di mastoplastica additiva: per esempio in pazienti particolarmente magre quando sia necessario minimizzare il polo superiore per evitare un gradino o una irregolarità del décolleté. 

In questi casi la maggiore consistenza del gel si trasforma in un vantaggio perché riduce la formazione di pieghe cutanee (wrinkling e rippling) che si evidenziano soprattutto in certe posizioni in cui la mammella sia sospesa dal torace (carponi, per esempio).

Bisogna però tenere presente il rischio non frequente ma possibile di una loro rotazione (a volte succede); in questi casi verrebbe alterata la forma della mammella rendendo necessario un reintervento. 

Mastoplastica additiva: protesi anatomiche e protesi rotonde di silicone

Il principale vantaggio risiede nel fatto che quando vengono poste sotto il muscolo grande pettorale è sufficiente il semplice tono muscolare per comprimerne ed assottigliarne  in forma stabile la metà superiore (il vantaggio è quindi avere un décolleté regolare e senza gradino) con la valorizzazione del volume e della rotondità di quella inferiore dove risiede possiamo dire la bellezza e l’anima del seno.

Guarda i casi prima e dopo del dott. Lucchesi

Le protesi rotonde, sia per la maggiore morbidezza che per la loro forma, sono invece più versatili e vengono infatti usate nella maggior parte dei casi di mastoplastica additiva.

Come avrete capito le protesi rotonde assumeranno in pratica la caratteristica forma delle protesi anatomiche senza però alcun rischio legato ad un’eventuale rotazione.

…ma allora, sono meglio le protesi rotonde o anatomiche?

In tutti i casi, nella pianificazione di una mastoplastica additiva non si deve partire dalla scelta della protesi ma dalla valutazione attenta di ogni caratteristica anatomica della paziente: solo da questo studio attento deriverà poi la scelta più azzeccata.  Bisogna comunque sempre ricordare, per non correre alcun rischio, di affidarci sempre nelle mani di professionisti che abbiano seguito un percorso di formazione completo e che siano quindi in possesso della Specialità in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica, meglio ancora se appartenenti ad organi ufficiali quali la SICPRE (Società Italiana Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica) o l’AICPE (Associazione Italiana Chirurgia Plastica Estetica). E che ovviamente abbiamo un’ampia casistica di pazienti sottoposte a mastoplastica additiva.

ll Dott. Riccardo Lucchesi è membro dell’ AICPE e della SICPRE.

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