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cura iperidrosi a mani, piedi e ascelle a milano e cremona 24-02-2016
Curare l’iperidrosi con la tossina botulinica
L’1% della popolazione è affetto da ipersudorazione a mani, piedi e ascelle un problema che può portare, nei casi più gravi, ad evitare i contatti sociali a difficoltà nella vita professionale

La sudorazione é un fenomeno fisiologico atto a mantenere la temperatura corporea ad un livello costante: l’evaporazione, infatti, determina una sottrazione di calore con conseguente raffreddamento della superficie cutanea.

Viene regolata dal sistema nervoso autonomo, cioè indipendente dalla nostra volontà; quando qualcosa non funziona a dovere nel sistema di controllo, in qualche parte del corpo (inizialmente in età adolescenziale), si assiste ad un drastico incremento della sudorazione.

Il problema può essere evidente alle mani (iperidrosi palmare), alle ascelle, ai piedi, al volto.

Le cause sono per la maggior parte dei casi sconosciute, altre volte si riconoscono problemi ormonali (ipertiroidismo, terapie ormonali, obesità ecc) o di altro tipo.

L’emotività o gli stati ansiosi ma anche i cibi piccanti e gli alcolici possono fungere da fattori scatenanti che attivano un circolo vizioso: ansia, sudorazione, aumento dell’ansia, aumento della sudorazione.

L’iperidrosi crea imbarazzo sociale (magliette o camicie presentano vistose macchie di sudore alle ascelle; la mano umida e fredda viene data malvolentieri e la persona potrà dare l’impressione di essere trasandata e poco curata) tanto che alcuni soggetti arrivano ad evitare qualunque contatto sociale.

Il grado di sudorazione può variare fino ad arrivare ad un vero e proprio gocciolamento: il nostro corpo possiede dai 3 ai 4 milioni di ghiandole sudoripare, che, al massimo della loro attività, possono produrre complessivamente 2-3 litri di sudore all’ora.

L’iperidrosi può essere anche causa di problemi di natura professionale, specialmente in soggetti che devono maneggiare alimenti, ma anche carta, tessuti o altri materiali, su cui possono rimanere visibili impronte o macchie di sudore.

Ma anche al di là dei casi di iperidrosi vera, sono sempre di più le persone che sudano normalmente (cioè “quando fa caldo”), che scelgono di inattivare per il periodo estivo la propria sudorazione ascellare, per la semplice comodità di sentirsi asciutti e presentabili anche in condizioni di caldo-umido intenso.

Oggi è comunque possibile curare l’iperidrosi con la tossina botulinica ovvero con la tossina del batterio Clostridium Botulinum.

L’utilizzo di una sostanza così potente non deve sorprendere perché il loro impiego in medicina è tanto antico quanto rodato e quotidiano.

Infatti, le sostanze velenose sono tali solo al di sopra di certi dosaggi, mentre al di sotto, esse interagiscono con il nostro organismo con effetti potenzialmente benefici. Come dire, è la dose che fa il veleno.

COME FUNZIONA?

La tossina del botulino provoca un blocco dell’innervazione muscolare, proprio nel punto in cui le fibre nervose raggiungono il muscolo: la tossina interponendosi, interrompe lo stimolo elettrico e il muscolo non può quindi più funzionare; è un po’ come mettere del nastro isolante su una spina elettrica.

Anche le ghiandole sudoripare posseggono una piccola quantità di fibre muscolari indispensabili per la loro attività: neutralizzandole, si impedisce alla ghiandola di produrre e secernere sudore.

COME AVVIENE IL TRATTAMENTO?

La cura è praticamente indolore se eseguita a livello delle ascelle, dove viene applicata, qualche minuto prima, una specifica crema anestetizzante.

A livello palmare o plantare invece deve essere fatta un’anestesia locale, data la particolare sensibilità de queste aree.

Si procede quindi alla micro-infiltrazione superficiale della tossina botulinica sull’area interessata.

I benefici compaiono dai 1 a 5 giorni dall’inizio della terapia, e persistono per un periodo variabile dai 3 ai 12 mesi.

La maggior efficacia si ottiene nei casi di iperidrosi ascellare: viene riportata nella letteratura medica specifica, un drastico miglioramento in più del 95% dei casi trattati.

Nella iperidrosi palmare o plantare i risultati sono meno soddisfacenti, con un 30% circa dei pazienti che non risponde al trattamento e con una durata degli effetti intorno ai 3 mesi.

Per questo viene proposto solo per alleviare i sintomi durante il periodo estivo.

A livello ascellare non sono descritti effetti collaterali di rilievo. Per le mani, può raramente manifestarsi un temporaneo indebolimento delle dita, che persiste al massimo per due settimane, non di più. Altri effetti indesiderati non sono stati riscontrati.

Per i soggetti che non rispondono al trattamento dell’ipersudorazione a mani, piedi, e ascelle con botulino è disponibile una terapia chirurgica alternativa, clicca qui per maggiori informazioni