rinoplastica
Chirurgia estetica - viso donna
La rinoplastica è uno degli interventi di chirurgia estetica che richiedono maggiore esperienza da parte del chirurgo.
Non esistono due visi identici e ciascun intervento rappresenta quindi un atto molto personale: un naso, per quanto elegante e raffinato su un volto, non avrebbe nessun significato su di un altro.
La qualità della pelle è importante nel conseguimento di un buon risultato: se è molto spessa e grassa non permetterà di ottenere, per esempio, una punta del naso molto delicata.
Ciò deve essere ben spiegato alla paziente per evitare possibili disillusioni.
Eventuali disturbi della respirazione (setto, turbinati ecc.) possono essere risolti durante lo stesso intervento (previa esecuzione di TAC o altri esami prescritti dal chirurgo).
- punta del naso larga, carnosa, cadente o prominente
- naso grosso
- naso lungo
- narici larghe
- gobba
- asimmetria
- disturbi della respirazione: setto nasale deviato, ipetrofia dei turbinati ecc
- insoddisfazione per interventi eseguiti altrove
E’ opportuno portare con sé con ogni tipo di documentazione clinica di interesse (cartelle cliniche, visite specialistiche ecc) per una corretta e completa raccolta anamnestica relativa allo stato di salute, malattie ereditarie, terapie in atto, allergie, ecc.
Ciò garantirà di riconoscere per tempo eventuali controindicazioni o limitazioni alla chirurgia.
E’ necessario sottoporsi agli esami clinici pre-operatori prescritti. Regola generale per ogni intervento chirurgico è la sospensione del fumo almeno due settimane prima e due dopo l’intervento, come pure evitare l’assunzione di aspirina ed altri farmaci anti-infiammatori che possono aumentare il rischio di sanguinamento.
Il mancato rispetto delle consegne pre-operatorie comporterà l’annullamento dell’intervento.
In clinica, per prima cosa, si provvederà alla programmazione pratica dell’intervento, peraltro già chiaramente e ampiamente chiarito nel corso delle visite precedenti. Dopo l’anestesia, attraverso piccole incisioni poste all'interno del naso, e quindi invisibili, è possibile raggiungere e modellare opportunamente sia le cartilagini della punta che il dorso, rendendolo più lineare o regolare. Solo in alcuni casi è richiesto ricorrere a piccole cicatrici esterne, nella cosiddetta “tecnica open" cioè “aperta” per un più diretto approccio alla regione della punta o per ridurre l’ampiezza delle narici. La medicazione è costituita in genere da un gessetto protettivo che ha lo scopo principale di proteggere il naso da traumi esterni e consentire ai tessuti di stabilizzarsi definitivamente nella nuova forma.
Da 30 minuti a un' ora, a seconda della tecnica utilizzata.
A seconda che sia necessario intervenire solo sulla punta o anche sulle altre componenti, può essere sufficiente l'anestesia locale o quella generale.
La rinoplastica secondaria, terziaria, quaternaria cioè secondaria a due, tre, quattro interventi rappresenta certamente uno dei problemi di più difficile risoluzione in chirurgia estetica.
Ogni caso sta veramente a sé nel senso che non è possibile accertare con precisione quale tecnica sia stata utilizzata, che materiali siano stati eventualmente impiantati, in che modo siano distribuite le cicatrici, ecc.
La prudenza è d’obbligo prima di proporre l’ennesimo intervento correttivo e non può comunque prescindere da uno studio più che accurato del caso clinico.
A volte la soluzione può essere certamente proposta perché fattivamente attuabile; a volte invece il professionista serio deve purtroppo scoraggiare il paziente dall’ostinazione di una ideale soluzione. Nell’interesse reciproco.
Dovrà essere seguita la terapia antibiotica e antiinfiammatori prescritta dal chirurgo per una settimana.
Il gessetto protettivo dovrà restare in sede per una settimana.
I tamponi nasali sono utilizzati solo se si interviene sul setto o sui turbinati e vengono comunque rimossi dopo due giorni (la loro rimozione non e' così dolorosa come vuole la tradizione...in parte anche per merito dei nuovi materiali di cui sono costituiti i tamponi).
Nelle cosiddette rinoplastiche complete (dorso e punta) possono manifestarsi piccole ecchimosi o lividi associati a un discreto gonfiore delle guance o delle palpebre; questo periodo di infiammazione acuta dura circa una settimana e varia considerevolmente da un paziente all'altro: a scopo orientativo, chi è predisposto alla formazioni di lividi anche per lievi traumi, svilupperà più facilmente un gonfiore più accentuato e persistente. I punti di sutura sono riassorbibili e non è quindi necessario rimuoverli.
Come accade per ogni altro intervento chirurgico è necessario attendere che i tempi di guarigione portino allo smaltimento di tutti gli effetti legati all’infiammazione acuta, in particola l’edema o gonfiore con una certa sensibile variazione tra caso e caso legata alla risposta e alla sensibilità individuale.
Di questo deve essere perfettamente edotta la paziente durante i precedenti colloqui perché possa accettare senza paure e con un po’ di pazienza i primi lividi come parte normale e inevitabile dei primi tempi post-operatori; in ogni caso la loro maggiore o minore persistenza non modificherà in alcun modo il risultato definitivo.
Le complicanze si possono teoricamente verificare in tutti i tipi di chirurgia. Quelle che avvengono in chirurgia estetica sono sempre moderate.
Raramente, può verificarsi un sanguinamento persistente dopo l'intervento ma si tratta come detto di eventualità rare affrontabili con metodiche semplici.
Nell' 7% dei casi è possibile che si manifestino piccole imperfezioni che necessitino di una correzione a distanza in anestesia locale.
Dai 1500 ai 5000 euro




