Quali sono le differenze tra protesi mammarie anatomiche e protesi rotonde Milano?

Quali sono le differenze tra protesi mammarie anatomiche e protesi rotonde Milano? Le pazienti che si rivolgono a noi per una prima consulenza specialistica sono spesso già in possesso di molte informazioni raccolte sulla rete, giornali o altrove; alcune sono corrette, altre meno e normalmente è necessario che siano messe un po’ in ordine.

Se si tratta di mastoplastica additiva è facile che la prima richiesta sia: “mi può mettere delle protesi a goccia, anatomiche?”, senza peraltro conoscerne le caratteristiche.

Possiamo dire, semplificando, che effettivamente esistono due principali categorie di protesi mammarie: quelle rotonde e quelle anatomiche.

Le prime sono presenti sul mercato da molti decenni, disponibili nelle varie misure, dalle più piccole alle più grandi, con proiezioni diverse (basso, medio e alto profilo).

Essendo riempite con un gel piuttosto morbido, la loro forma non è precostituita, cioè rigida e stabile, ma risente della pressione dei tessuti circostanti e della gravità potendo modificare leggermente la propria forma in relazione alla posizione eretta od orizzontale.

Quelle anatomiche sono invece ovalari con un asse prevalente e con maggiore proiezione del polo inferiore.

La forma è precostituita, cioè leggermente più rigida e stabile (gel coesivo) e risente minimamente della gravità e delle pressioni circostanti.

Le protesi anatomiche sono quindi un prodotto particolare e vanno a nostro avviso utilizzate in casi selezionati: per esempio nelle pazienti particolarmente magre quando sia necessario minimizzare il polo superiore per evitare un gradino nel décolleté.

In questi casi, la maggiore consistenza del gel riduce poi la formazione di pieghe cutanee (wrinkling e rippling) che si evidenziano soprattutto in certe posizioni in cui la mammella sia sospesa dal torace (carponi, per esempio).

Bisogna però tenere presente che una loro rotazione (a volte succede) altererebbe la forma della mammella obbligando, in certi casi, ad un reintervento.

Le protesi rotonde, per la maggiore morbidezza e per la loro forma, sono invece più versatili e vengono infatti usate nella maggior parte dei casi.

Ecco perchè: quando poste sotto il grande pettorale, il semplice tono muscolare ne comprime e ne assottiglia stabilmente il polo superiore (quindi, décolleté senza gradino) con incremento conseguente del volume e proiezione di quello inferiore: insomma, assumono di fatto le caratteristiche delle protesi anatomiche. E un’eventuale rotazione non produrrà alcuna conseguenza.

In tutti i casi, nella pianificazione di una mastoplastica additiva non si deve partire dalla scelta della protesi ma dalla valutazione attenta di ogni caratteristica anatomica della paziente: solo da questo studio attento deriverà poi la scelta più azzeccata.