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Differenza tra protesi mammarie anatomiche e rotonde 10-10-2015
Differenza tra protesi mammarie anatomiche e rotonde
Le pazienti che si rivolgono a noi per una prima consulenza specialistica sono spesso già in possesso di molte informazioni raccolte sulla rete (forum, facebook), giornali o altrove: alcune sono corrette, altre meno e normalmente c’è bisogno che siano messe un po’ in ordine

Se si tratta di mastoplastica additiva è facile che la prima richiesta sia: "mi può mettere delle protesi anatomiche?" , senza peraltro conoscerne le caratteristiche.

Per semplificare diremo che esistono due categorie di protesi mammarie: quelle rotonde e quelle anatomiche.

Le protesi mammarie rotonde sono presenti sul mercato da molti decenni, disponibili nelle varie misure, dalle più piccole alle più grandi, con proiezioni diverse (basso, medio e alto profilo).
Essendo riempite con un gel piuttosto morbido, la loro forma non è precostituita, cioè rigida e stabile, ma risente della pressione dei tessuti circostanti e della gravità potendo modificare leggermente la propria forma in relazione alla posizione eretta od orizzontale.

Le protesi mammarie anatomiche sono invece ovalari con un asse prevalente e con maggiore proiezione dei poli inferiori.
La forma è precostituita, cioè leggermente più rigida e stabile (gel coesivo) e risente minimamente delle pressioni circostanti. Per queste ragioni è spesso necessario un’incisione di ingresso (e quindi una cicatrice) leggermente più lunga. Le protesi anatomiche sono quindi un prodotto particolare e vanno a nostro avviso utilizzate in casi selezionati come le ricostruzioni mammarie post-mastectomia o anche nelle mastoplastiche additive estetiche ma nelle pazienti più magre quando sia necessario minimizzare il polo superiore ed evitare quindi un gradino nel décolleté. Sempre per le pazienti più magre, un’altro vantaggio è rappresentato dalla maggiore consistenza del gel che riduce la formazione di pieghe cutanee (wrinkling e rippling) che si evidenziano soprattutto in certe posizioni (gattoni per esempio) in cui la mammella sia sospesa dal torace. Bisogna però tenere presente che una loro rotazione (a volte succede) altererebbe la forma della mammella obbligando, in certi casi, ad un reintervento.

Le protesi rotonde, a nostro avviso, per la maggiore morbidezza e per la loro forma, sono invece più maneggevoli e vengono usate infatti nella maggior parte dei casi. I vantaggi sono evidenti: quando poste sotto il grande pettorale, il semplice tono muscolare comprime facilmente il polo superiore delle protesi (quindi décolleté senza gradino) incrementando conseguentemente la proiezione di quello inferiore e le trasforma, di fatto, in protesi anatomiche.
Ma vengono utilizzate anche in posizione sopra-muscolare, se lo spessore dei tessuti lo permette. Il vantaggio è che non ci saranno rischi di rotazione.

Concludiamo ricordando che nella pianificazione di una mastoplastica additiva non si deve partire mai dalla "protesi migliore" ma dalla valutazione attenta di ogni singola paziente con le sue caratteristiche e peculiarità uniche: solo da questo deriverà poi la scelta più azzeccata che  richiede una conoscenza approfondita della differenza tra protesi mammarie anatomiche e rotonde.