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Primi giorni dopo blefaroplastica 21-12-2015
Blefaroplastica post operatorio
Dopo quanto tempo dall’intervento sono visibili i primi miglioramenti?

Ci interessiamo questa volta della blefaroplastica, uno degli interventi più eseguiti, ideato per la correzione dei segni di invecchiamento delle palpebre.

La sua popolarità è giustificata dalla basilare importanza sia estetica che funzionale degli occhi, davanti alla quale tutto sbiadisce per rilevanza.

Non è questa la sede per una lezione di anatomia per spiegare ciò che tutti già intuiscono bene: le palpebre non sono solo semplici e sottili pieghe cutanee, ma strutture straordinariamente efficenti, da un punto di vista mimico-funzionale.

La seconda ragione va invece ricercata nelle rapidità di esecuzione e nell’eccellente tollerabilità dell’intervento eseguibile anche in semplice anestesia locale, con un campo chirurgico, a voler vedere bene, ridotto a pochi centimetri quadrati, il che non equivale certo ad affrontarlo sbrigativamente o superficialmente: mai come in questo caso è richiesta la massima precisione e delicatezza.

Come avviene regolarmente per tutti gli interventi di chirurgia estetica, le più battenti fonti di informazione (spesso non attendibili e vivificate da fini di natura commerciale) ci hanno abituato a considerare classicamente solo il “prima” e il “dopo” cioè la situazione di partenza e quella di arrivo, a distanza di molti mesi. Però, se ci si appresta ad affrontare un lungo viaggio non saremo solo interessati a conoscere il luogo di partenza e la destinazione finale ma immaginiamo bene l’importanza di informazioni precise circa il “durante”, per evitare che per esempio un tragitto percorribile in poche ore si possa trasformare in una di Via Crucis lastricata di code, imprevisti, seccature.

Il “durante” di nostro interesse riguarda i primi giorni post-operatori, quelli più critici, in cui più evidenti sono le tracce legate all’intervento: ricordiamo per l’appunto che non appartenendo purtroppo al mondo di Henry Potter ogni operazione provoca invariabilmente un certo grado di infiammazione o di gonfiore locali o di piccoli lividi che devono essere vissuti paziente come parte normale e non temuti come complicanze o eventi catastrofici.

L’incontro con il chirurgo plastico è tappa fondamentale perché siano forniti in forma comprensibile sia tutti i chiarimenti tecnici-operativi sia quelli che riguardano i tempi di guarigione, sui quali è maggiore la tendenza a sorvolare di più.

La durata dei tempi di guarigione è variabile e dipende dalla specifica invasività della tecnica chirurgica utilizzata, dalla leggerezza della mano del chirurgo, dalla risposta e sensibilità individuale al trauma e da una lunga lista di diversi fattori.

Proprio per questi motivi deve essere ben istruita la paziente perché possa affrontare questi momenti tranquillamente.

Quindi, tornano a noi, i tre giorni successivi alla blefaroplastica devono essere dedicati a controllare al massimo l’infiammazione locale principalmente con ripetuti impacchi ghiacciati di soluzioni decongestionanti (camomilla, per es): il più delle volte la cosa è tanto efficacie che l’aspetto esteriore può essere scambiato (o fatto passare…) per una banale congiuntivite o una forte allergia ai pollini mentre eventuali piccoli lividi sono facilmente mascherabili con il trucco.

Gia’ al momento della prima medicazione è la paziente stessa a rendersi conto immediatamente che le palpebre superiori “sono tornate ad essere visibili” e che lo sguardo è così “diverso” da prima; l’effetto rassicurante è immancabile e utilissimo per affrontare serenamente e con maggior entusiasmo il breve periodo di convalescenza.

I punti sono riassorbibili e non vi è quindi necessità di rimuoverli; il ritorno alle proprie normali attività quotidiane può cominciare dopo due-tre giorni circa, mentre per il rientro al lavoro è consigliabile attendere cinque-sette giorni.

Il dolore è nella maggior parte dei casi scarso e comunque facilmente dominabile con comuni analgesici.

FOTO PRIMA E DOPO BLEFAROPLASTICA