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20-10-2015
A chi fa paura la liposcultura?
Se esiste un intervento delicato, mini-invasivo, privo praticamente di cicatrici, questo è la liposcultura.

Se aggiungiamo che il suo campo di azione è confinato ad uno degli organi anatomicamente più poveri del nostro corpo, pelle e grasso, da dove origina la paura allora? La paura, lo sappiamo bene, accompagna chiunque si avvicini per un motivo o per l’altro ad un qualunque intervento chirurgico, chirurgo plastico e dentista incluso...

Avranno probabilmente la loro importanza i nostri ricordi di infanzia quando si temeva ogni ambulatorio e ogni odore di disinfettante...
Accanto al rifiuto del dolore vi è anche (mettiamola così) la paura atavica di affidare completamente il nostro corpo, tutti noi stessi, nelle mani di uno sconosciuto che ci farà addormentare, ci allontanerà dal mondo e si spera ci farà ritornare risvegliandoci...

È la paura che abbiamo tutti (anche noi medici, inutile negarlo), istintiva e comprensibilissima.

È probabile che il timore legato agli interventi di liposcultura sia in qualche modo simile per meccanismo a quello evocato dalla poltrona del dentista, luogo di autentiche sofferenze quando l’uso degli anestetici non era ancora diffuso.

La memoria sociale ne è stata indelebilmente segnata anche se, bisogna riconoscerlo, oggi i trattamenti dentistici sono estremamente più raffinati e davvero sopportabilissimi.

E chissà, è possibile che le prime liposculture, quelle degli ’70 e ’80, abbiano ugualmente impressionato l’opinione pubblica perché sono state effettivamente piuttosto traumatiche e approssimative, con vastissimi lividi e molto dolore... .
Cinquant’anni dopo possiamo invece affermare con certezza a preparazione ad un intervento è sempre rigorosa e meticolosa, anche per quello più piccolo), che i lividi sono pallidi e occasionali, che il dolore è stato sostituito da un fastidio talmente superficiale e ben tollerato da rendere spesso inutili uso di analgesici.

Possiamo per questo affrontare un intervento di liposcultura con meno rigore rispetto agli altri?

La risposta è: assolutamente no perché per quanto semplice e facile possa sembrare un intervento chirurgico, deve essere sempre eseguito in un ambiente clinico di eccellenza, da professionisti (chirurgo, anestesista, personale infermieristico) esperti che abbiano non solo seguito un percorso formativo completo e riconosciuto ma che siano soprattutto in possesso di una grande esperienza personale, esperienza che solo molti anni di intensa attività possono dare.