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Correzione delle orecchie a sventola nei bambini 04-02-2016
Correzione delle orecchie a sventola nei bambini
Le problematiche psicologiche sono alla base del desiderio di correggere anche nei minori questo difetto

L’importanza della correzione delle orecchie prominenti o a sventola dipende soprattutto dal fatto che la nostra cultura occidentale ha posto un marchio negativo sulla loro presenza: peraltro in alcune zone come ad esempio il Giappone, le orecchie sporgenti sono considerate di buon auspicio.

In questi casi il padiglione appare appiattito in misura e grado variabile variamente allontanato dalla testa.

I difetti descritti possono presentarsi sia isolatamente che in associazione, secondo vari gradi di gravità: normalmente l’anomalia è bilaterale e viene spesso riconosciuta nei fratelli o nei genitori.

L’influenza delle orecchie sporgenti o a sventola sull’espressione del volto è sperimentabile facilmente su noi stessi di fronte ad uno specchio tanto che è stata sfruttata da generazioni di comici: è indubbio, per questi motivi, che è la componente psicologica a prevalere su ogni altra considerazione e di questa va tenuto debito conto durante la visita specialistica.

E’ caratteristico ad esempio il tentativo di nascondere istintivamente il proprio difetto con pettinature particolari o i capelli lunghi, segnale di evidente disagio interiore che interferisce con la normale vita di relazione.

Se il paziente è un bimbo in età scolare il discorso diventa ancora più delicato. Qualsiasi dimostrazione di disagio, insofferenza o anche di vera e propria sofferenza per i lazzi e gli scherni subiti dai compagni di giochi non dovrebbe essere sottovalutato dai genitori, soprattutto per l’importanza di questi primi anni nella formazione e la crescita caratteriale.

Fortunatamente, non tutti i bambini con orecchie a sventola vivono angosciosamente il loro aspetto ma per altri le cose vanno diversamente: è ben noto che la crudeltà più ingenua e inconsapevole è tipica dell’infanzia.

Tanto più la diagnosi è precisa, vale a dire se l’irrequietezza e insoddisfazione del piccolo paziente sono riferibili di fatto alla piccola imperfezione, tanto più sarà la sua sorpresa e l’autentica felicità al momento di rimuovere la prima medicazione.

E’ forse per questo che il piccolo paziente comprendendo perfettamente ciò che lo disturba affronta con coraggio ammirevole l’intervento. L’intervento (otoplastica) dovrebbe essere eseguito prima che il bambino inizi la scuola, se in età pre-scolare o, se più grandicello, approfittando delle vacanze natalizie o estive per rendere più naturale il suo reinserimento.

L’intervento chirurgico è eseguibile in anestesia locale e dura circa 40 minuti.

L’unica incisione, della lunghezza di pochi centimetri, è posta sulla faccia posteriore del padiglione auricolare ed è quindi virtualmente invisibile. Attraverso questa, la cartilagine viene opportunamente modellata nella posizione e forma più appropriate.

I punti utilizzati si riassorbono da soli e non è quindi necessario rimuoverli. Il dolore post-operatorio è di lieve entità, limitato a un senso di tensione e dominato con i comuni analgesici.

La medicazione è costituita da una comune fascia elastica per capelli che dovrà essere mantenuta notte e giorno per quindici giorni, rimuovendola solo per disinfettare o medicare la sutura posteriore.

E’ sorprendente osservare quanto possa essere collaborante un bambino ben motivato, capace di sopportare stoicamente la paura e il piccolo bruciore dell’anestesia: in ogni caso è bene che il piccolo comprenda l’importanza di stare tranquillo nei giorni successivi perché tutto vada per il verso giusto.

Sarà indispensabile il controllo degli adulti perché il bambino non subisca traumi locali giocando con il fratellino o i suoi amici durante i primi tempi:in questi casi può rivelarsi efficace l’utilizzo di cuffie da pallanuoto in cui le orecchie sono protette da conchiglie in plastica rigida.