MASTOPLASTICA ADDITIVA
Chirurgia estetica - seno donna
La mastoplastica additiva è l’intervento chirurgico dedicato all’aumento del volume del seno.
I primi tentativi in questo senso risalgono a molti decenni fa con soluzioni quanto mai fantasiose (anche spugne marine o tessuti vegetali!) che avrebbero dovuto, idealmente, riprodurre la stessa consistenza al tatto di una mammella normale, ci si può immaginare con quali successi...
E’ stato utilizzato per breve tempo anche il silicone liquido iniettato con un ago direttamente nei tessuti e poi prontamente abbandonato per i gravissimi danni che venivano provocati, morte inclusa (è per questo imperdonabile che casi simili avvengano , anche se occasionalmente, ancora ai nostri giorni).
Le attuali protesi mammarie sono invece progettate e prodotte secondo concetti assolutamente innovati che tengono conto non solo della perfetta bio-compatibilità dei materiali di cui sono costituite ma anche di altri fattori altrettanto importanti quali resistenza a traumi e invecchiamento, forma, proiezione, consistenza al tatto ecc.
- seno piccolo
- svuotamento e rilassamento del seno
- insoddisfazione per precedente intervento
- asimmetria
- professionali (spettacolo, attività artistiche ecc)
E’ opportuno portare con sé con ogni tipo di documentazione clinica di interesse ( cartelle cliniche, visite specialistiche ecc) per una corretta e completa raccolta anamnestica relativa allo stato di salute, malattie ereditarie , terapie in atto, allergie ecc.
Ciò garantirà di riconoscere per tempo eventuali controindicazioni o limitazioni alla chirurgia.
E’ necessario sottoporsi agli esami clinici pre-operatori prescritti.
Regola generale per ogni intervento chirurgico è la sospensione del fumo almeno due settimane prima e due dopo l’intervento, come pure evitare l’assunzione di aspirina ed altri farmaci anti-infiammatori che possono aumentare il rischio di sanguinamento.
Il mancato rispetto delle consegne pre-operatorie comporterà l’annullamento dell’intervento.
Le motivazioni che spingono una ragazza o una donna a decidere di aumentare il volume del proprio seno sono molteplici: senso di inadeguatezza nei rapporti interpersonali, desiderio di un aspetto più sensuale e desiderabile, a volte, molto più raramente, un’attività lavorativa di tipo artistico o di spettacolo impongono un aspetto particolarmente provocante.
È fondamentale una visita specialistica accurata per la piena valutazione del problema e per la comprensione delle motivazioni che spingono la paziente all'intervento di mastoplastica: gravi problemi psicologici, aspettative inadeguate alla realtà, manie di persecuzione o altri disturbi mentali devono prontamente essere riconosciuti per controindicare la chirurgia, sia nell'interesse della paziente che del chirurgo.
Va tenuto in prima considerazione il desiderio personale circa il volume o la forma del futuro seno. Il chirurgo dovrà eventualmente dare il proprio consiglio in base alla propria esperienza professionale, alla valutazione di alcuni parametri oggettivi, quali l'altezza, il peso, la larghezza delle spalle, costituzione, ecc.È durante la Prima visita per la mastoplastica additiva che verrà decisa quale tecnica verrà utilizzata e in quale piano verranno posizionate le protesi (sotto la ghiandola o sotto il muscolo).
A questa prima fase, diciamo così progettuale, deve essere dedicata tutta l'attenzione e il tempo necessari in una o più visite successive. Senza alcuna fretta.
Le protesi di più largo utilizzo sono quelle di silicone, perché attualmente offrono i migliori risultati in termini di naturalezza e morbidezza. Questo materiale, per ora, è quello che meglio riproduce la consistenza della ghiandola mammaria. Ne esistono di moltissimi tipi: rotonde, altre a goccia, a basso o alto profilo ecc. Ognuna è stata realizzata per rispondere al meglio ad ogni particolare esigenza. Un tipo di protesi che ha dato eccellenti risultati in un caso non è detto che si adatti ad un’altro che abbia caratteristiche diverse. Non esiste quindi una protesi ideale ma una protesi specifica per ogni mammella.
La scelta giusta, da cui dipende gran parte della superiorità del risultato, è funzione diretta dell’esperienza dell’operatore.
Confermiamo che il dubbio che le protesi mammarie potessero essere in qualche modo causa di gravi malattie sistemiche è stato da tempo definitivamente smentito da accurate ricerche mediche su scala internazionale
La qualità delle moderne protesi mammarie si è talmente innalzata che le migliori aziende produttrici ne garantiscono indefinitamente la durata.
Esistono basicamente tre diverse vie d'accesso, di pochi centimetri di lunghezza: al margine inferiore di ciascuna areola, nel solco sottomammario e a livello ascellare.
Schematizzando, è sufficiente sapere che le protesi possono essere posizionate in un piano più superficiale, subito sotto la ghiandola (tecnica sotto-ghiandolare) o in un piano più profondo (tecnica sotto-muscolare); la scelta del’una o dell’altra dipende dalle caratteristiche della paziente che vengono infatti valutate attentamente nel corso della Prima visita per la mastoplastica additiva (orientativamente, quanto più la paziente è magra quanto più è indicata la tecnica sotto-muscolare e viceversa).
Al termine, vengono posizionati due drenaggi, uno per lato, che impediscono la formazione di raccolte liquide e che vengono rimossi dopo pochi giorni.
Senza addentrarci troppo in dettagli tecnici, la tecnica “dual-plane” è costituita dal “melange” delle due tecniche (sotto-muscolare e sotto-ghiandolare), consentendo nei casi indicati risultati particolarmente naturali.
Se l’asimmetria tra le mammelle, fisiologica entro certi limiti, fosse particolarmente evidente o addirittura eclatante è possibile procedere alla sua correzione utilizzando protesi di volume, forma o proiezione diverse. Se è presente anche una ptosi, cioè una perdita di tono del seno, si ricorrerà ad una mastopessi correttiva.
Viene eseguito in anestesia generale; la qualità delle moderne anestesie è tale che il risveglio e la ripresa sono rapidissimi e non vi è quasi mai nausea o vomito.
Una volta eseguiti i necessari esami pre-operatori (ematici, visita senologica, elettrocardiogramma, visita dell’anestesista ecc) la paziente può affrontare in sicurezza l’intervento che dura circa 50 minuti. Soprattutto per la tecnica sotto-muscolare, è normale un certo senso di tensione e di indolenzimento nei primi due giorni che viene ben dominato con la terapia analgesica prescritta. Già dopo il secondo giorno, i sintomi attenuano sensibilmente.
Dovrà essere seguita terapia antibiotica e anti-infiammatoria per una settimana. Pochi giorni dopo l'intervento, vengono sfilati i drenaggi.
I punti di sutura sono costituiti da materiale biocompatibile riassorbibile e non devono pertanto essere rimossi.
La prima doccia è consentita dopo una settimana.
È raccomandabile non eseguire sforzi intensi durante il primo mese (sollevare bambini, valige ecc.), in particolare se la protesi è stata posta sotto il muscolo. Al terzo potranno essere svolte le normali attività lavorative d’ufficio.
Come accade per ogni altro intervento chirurgico è necessario attendere che i tempi di guarigione portino allo smaltimento di tutti gli effetti legati all’infiammazione acuta, in particola l’edema o gonfiore con una certa sensibile variazione tra caso e caso legata alla risposta e alla sensibilità individuale.
Di questo deve essere perfettamente edotta la paziente durante i precedenti colloqui perché possa accettare senza paure e con un po’ di pazienza i primi lividi come parte normale e inevitabile dei primi tempi post-operatori; in ogni caso la loro maggiore o minore persistenza non modificherà in alcun modo il risultato definitivo.
Solamente con la via d’accesso peri-areolare, è prevista un’interruzione permanente del 10-15% circa dei dotto galattofori che a questo livello confluiscono: vi è quindi un modesto pregiudizio dell’allattamento. Le altre vie d’accesso risparmiano invece completamente l’integrità della mammella.
Non vi sarà invece in nessun caso alcun ostacolo per l’esecuzione di tutti gli esami diagnostici che dovranno via via essere eseguiti (ecografia, mammografia, la stessa auto-palpazione, ecc).
Come per ogni intervento chirurgico esiste il rischio potenziale di complicanze, che sono, come spesso accade in chirurgia estetica, di moderata entità.
Nel 7% circa dei casi vi è la possibilità di formazione di una capsula fibrosa intorno alla protesi che ne può modificare la consistenza al tatto.
Le infezioni sono eccezionali e dominate eventualmente con opportuna terapia antibiotica.
Il rischio di ematomi, è anch'esso raro grazie all'utilizzo dei drenaggi post-operatori.
Non esiste la possibilità di rottura spontanea durante viaggi in aereo.
Dai 5000 ai 7000 euro






