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scegliere la forma e il volume della protesi prima della mastoplastica 24-09-2015
La proporzione corpo seno: la giusta scelta delle protesi mammarie
La scelta del volume e della forma ideale delle protesi mammarie prima di una mastoplastica additiva dipende da numerosi fattori

Il seno è il simbolo universale del nutrimento, benessere, femminilità, sensualità. Appare stilizzato sulla parete di caverne preistoriche; già 3000 a.C. esistevano alcuni oggetti con la funzione di protesi esterne utilizzate dalle donne dell’epoca per adattare la forma ai desideri dell’epoca.

Ed ogni epoca appunto stabilisce i propri canoni estetici della figura femminile. La figura esile ed acerba dell’epoca Vittoriana è cresciuta e si è fatta più robusta nel corso del 19° secolo; nel 20° secolo la perfetta bellezza è alta, statuaria, prepotente; si è enfatizzato l’orgoglio di un petto ben sviluppato .
Con l’eccezione degli anni Venti e la popolarità delle sue modelle dal petto irrilevante ed acerbo, si è sempre considerato attraente un seno fermo e sodo, dotato di una propria personalità. Le misure delle prime Miss America nel 1921 erano infatti 76-63-76; nel 1970, erano 85-53-85 e quelle di una delle più recente vincitrici, 91-53-90.
Una cultura centenaria ha convintola donna dell’importanza del proprio seno.

E’ indubbio che la nostra società dipenda in larga misura da tali significati: perché altrimenti prosperosi seni femminili devono essere costantemente utilizzati per polarizzare l’attenzione nelle pubblicità di macchine usate, di caffè decaffeinato, di fili interdentali o di mangimi per pesci?

Negli ultimi decenni abbiamo assistito ad un graduale incremento della tendenza a mostrare il seno fino alla completa disinibizione. Con tanta attenzione concentrata sulla mammella non sorprende il numero sempre maggiore di donne che si sottopongono ad interventi chirurgici specifici.

Di fatto, per una donna la forma ed il volume del proprio seno giocano un ruolo fondamentale nella percezione del proprio corpo e nel senso di autostima: niente di più sbagliato che la convinzione che la donna si sottoponga ad interventi chirurgici per compiacere l’uomo.

In alcuni casi si ricerca una nuova sensazione di bellezza e di armonia tra corpo e seno: in altri tempi un aspetto semplicemente più femminile, magari per potere indossare qualsiasi abito senza sentirsi inadeguate. Vi sono donne che desiderano intensamente un equilibrio rassicurante che possa cancellare la vergogna di mostrare il proprio corpo ad un uomo o alle proprie amiche.

Le motivazioni sono mille, legittime e comprensibili. E comprensibile è a volte la confusione che affiora ingenuamente in alcune di loro quando si rivolgono ad uno specialista con ritagli di giornale o fotografie di modelle celestiali. L’errore che viene commesso è di valutazione il seno come un oggetto a sé stante, sospeso nel nulla, senza rapporti con il resto del corpo, del proprio corpo.

I criteri di valutazione dipendono dalla nostra sensibilità, cultura, esperienza personale, influenze di carattere etnico, regionale, ecc. Il problema è delicato, ogni regola rigida deve essere bandita.

Orientativamente, la circonferenza del petto dovrebbe essere simile a quella dei fianchi, per mantenere un certo equilibrio con la parte inferiore del corpo, ma non possiamo stabilire a priori il volume o la forma ideale della mammella, come fosse un ingranaggio meccanico o un gioco ad incastri. Durante la visita specialistica è una buona idea quella di simulare il risultato dell’intervento posizionando la paziente di fronte ad uno specchio e facendole porre volumi crescenti nel proprio reggiseno: sarà più facile comprendere le spiegazioni e i suggerimenti del chirurgo motivandoli in relazione ad alcuni parametri come l’altezza, la larghezza elle spalle, il peso ecc.

La soluzione dell’enigma ‘armonia corpo-seno’ dipende inizialmente da un esame accurato del corpo nel suo insieme: la valutazione posteriore, di schiena, consentirà ad esempio di riconoscere eventuali scoliosi, sbilanciamenti tra le spalle o altre disarmonie scheletriche che, per quanto lievi, possono essere responsabili di asimmetriche tra le mammelle o tra i capezzoli.

Non bisogna dimenticare che le mammelle appoggiano sulla nostra gabbia toracica esattamente come una casa sulle proprie fondamenta: alterazioni scheletriche o un suo eccessivo incurvamento potrebbero determinare l’inclinazione verso quel lato. Il seno deve essere quindi misurato accuratamente secondo i punti e le linee di riferimento che forniscono informazioni sul grado di ptosi (discesa del seno), simmetria, volume della ghiandola mammaria, forma, qualità della cute, ecc.

E’ evidente quindi che la scelta del volume e della forma delle protesi mammarie prima di una mastoplastica additiva non si basa semplicemente su valutazioni espresse ‘a occhio’, né dal semplice desiderio della paziente, ma derivano sia da uno studio delle forme e delle proporzioni.

FOTO PRIMA E DOPO MASTOPLASTICA ADDITIVA