MASTOPESSI
Chirurgia estetica - seno donna
La mastopessi modella il seno che abbia perso le caratteristiche tipiche dell’adolescenza: una forma gradevolmente conica o rotondeggiante, la capacità di sostenersi autonomamente, senza reggiseno.
Un certo grado di ptosi o discesa delle mammelle è considerata una normale caratteristica del seno femminile. Oltre un certo limite può diventare motivo di insoddisfazione personale, fino a modificare, a volte il proprio senso di auto-valutazione e autostima; in questi casi non sono infrequenti pesanti condizionamenti psicologici a partire dalla scelta di alcuni abiti o una serena vita di relazione o sessuale. Secondo il gusto comune, effettivamente, un seno molto ptosico o cadente è generalmente considerato meno attrattivo di un altro più sostenuto e più sodo.
La ptosi è generalmente il risultato di due processi:
- perdita di elasticità del derma dovuta ai ciclici fenomeni di variazione volumetrica delle mammelle legati alla vita fertile di ogni donna;
- perdita di massa mammaria per atrofia successiva al parto, allattamento, invecchiamento, per importanti perdita di peso.
Uno dei principali imputati resta sempre la gravità che esercita fin dai primi giorni di vita una trazione costante e uniforme, come è evidente anche su altre parti del nostro corpo.
Moltissimi altri fattori, conosciuti e sconosciuti, spiegano l’evidente molteplicità delle nostre caratteristiche individuali: la tonicità, l’elasticità, la resistenza cutanea, la consistenza ghiandolare, la presenza di strie cutanee o smagliature, le gravidanze e l’allattamento, l’assunzione di farmaci anticoncezionali ecc sono solo alcuni esempi di fattori che possono avere una grande influenza sulla forma e aspetto del seno.
- seno cadente
- seno piccolo e cadente
- svuotamento e rilassamento del seno (dopo dimagrimento, gravidanza, allattamento, invecchiamento)
- seno poco sodo
- capezzoli orientati verso il basso
- solco mammaria nascosto o coperto
- ragioni professionali (spettacolo, attività artistiche ecc)
E' opportuno portare con sé con ogni tipo di documentazione clinica di interesse ( cartelle cliniche, visite specialistiche ecc) per una corretta e completa raccolta anamnestica relativa allo stato di salute, malattie ereditarie , terapie in atto, allergie ecc.
Ciò garantirà di riconoscere per tempo eventuali controindicazioni o limitazioni alla chirurgia.
E’ necessario sottoporsi agli esami clinici pre-operatori prescritti. Regola generale per ogni intervento chirurgico ma imperativo per questo è la sospensione del fumo almeno due settimane prima e due dopo l’intervento, come pure evitare l’assunzione di aspirina ed altri farmaci anti-infiammatori che possono aumentare il rischio di sanguinamento.
Il mancato rispetto delle consegne pre-operatorie comporterà l’annullamento dell’intervento.
L’intervento prevede l’asportazione della cute in eccesso, il trasferimento delle areole ad una posizione più elevata, il modellamento della ghiandola mammaria in forma conica o rotondeggiante. Quest’ultimo è il punto chiave dell’intervento: la forma, la proiezione, la simmetria della ghiandola deve avere caratteristiche di solidità e resistenza architettonica nel tempo. La cute di conseguenza deve solo adattarsi con naturalezza alla forma creata, senza eccessiva, innaturale tensione, nello stesso modo in cui un abito di sartoria si adatta alla nostra persona.
Le cicatrici, in accordo con le tecniche più recenti, sono presenti intorno all’ areola e verticalmente da questa al solco sottomammario. Di fatto con il passare del tempo, se la guarigione è avvenuta normalmente, la loro presenza è poco visibile.
Circa un'ora.
Certo. Se richiesto, è possibile incrementare il volume del seno con protesi mammarie in accordo con i desideri espressi dalla paziente durante le visite preventive (vedi: mastoplastica additiva).
Il dolore è limitato a un senso di indolenzimento che può essere facilmente alleviato da comuni analgesici.
È lievemente maggiore in caso di utilizzo di protesi mammarie.
L’intervento è eseguito in anestesia generale
Dovrà essere seguita la terapia antibiotica e antiinfiammatori prescritta dal chirurgo per una settimana.
La paziente può lasciare la clinica la mattina successiva e riprendere la propria vita lavorativa e sociale (se non prevede intensa attività fisica) già due-tre giorni dopo. Dovrà essere seguita la terapia antibiotica e antiinfiammatori prescritta dal chirurgo per tutta la settimana successiva.
Se non sono state utilizzate protesi, non sono necessari drenaggi.
I punti esterni sono in materiale bio-degradabile e non devono pertanto essere rimossi.
È necessario indossare un reggiseno di tipo sportivo giorno e notte per alcune settimane.
Un'attività fisica leggera può essere cominciata gradualmente a partire dalla seconda settimana dall'intervento.
Come accade per ogni altro intervento chirurgico è necessario attendere che i tempi di guarigione portino allo smaltimento di tutti gli effetti legati all’infiammazione acuta, in particola l’edema o gonfiore con una certa sensibile variazione tra caso e caso legata alla risposta e alla sensibilità individuale.
Di questo deve essere perfettamente edotta la paziente durante i precedenti colloqui perché possa accettare senza paure e con un po’ di pazienza i primi lividi come parte normale e inevitabile dei primi tempi post-operatori; in ogni caso la loro maggiore o minore persistenza non modificherà in alcun modo il risultato definitivo.
Per l’inevitabile interruzione di alcuni dotti galattofori la funzione di allattamento della mammella può risultarne in (piccola) parte ridotta. Per questo si consiglia generalmente di posticipare l’intervento ad un epoca in cui non siano previste ulteriori gravidanze.
Le complicanze si possono teoricamente verificare in tutti i tipi di chirurgia. Quelle che avvengono in chirurgia estetica sono sempre moderate.
Il rischio di ematomi o di sieromi è raro.
Più concreto è invece il rischio nelle pazienti diabetiche scarsamente compensate o nelle fumatrici che non si siano astenute per almeno due settimane prima e quattro dopo l'intervento di sofferenze di gravità variabile dei lembi cutanei (necrosi, infezioni, ecc) che dovranno essere affrontati con ulteriori interventi correttivi.
L'infezione è un evento eccezionale che viene affrontato e risolto con opportuna terapia antibiotica.
Dai 5000 ai 7000 euro






