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23-11-2015
Intervento di Mastopessi
La discesa delle mammelle può essere corretta con un intervento di modellamento che non prevede il posizionamento di protesi mammarie

Un certo grado di ptosi o discesa delle mammelle è considerata una normale caratteristica del seno femminile. Oltre un certo limite può diventare motivo di insoddisfazione personale, fino a modificare, a volte il proprio senso di autovalutazione e autostima: in questi casi non sono infrequenti pesanti condizionamenti psicologici a partire dalla scelta di alcuni abiti e problematiche che coinvolgono la vita di relazione o sessuale.

Secondo il gusto comune, effettivamente, un seno molto ptosico o cadente è generalmente considerato meno attrattivo di un altro più sostenuto e più sodo.

La ptosi è generalmente il risultato di due processi:


  • perdita di elasticità del derma dovuta ai continui, ciclici fenomeni di variazione volumetrica delle mammelle legati alla vita fertile di ogni donna

  • perdita di massa mammaria per atrofia successiva al parto, allattamento, invecchiamento, importanti perdita di peso.


Uno dei principali imputati resta sempre la gravità che esercita fin dai primi giorni di vita una trazione costante e uniforme, come è evidente anche su altre parti del nostro corpo.

Moltissimi altri fattori, conosciuti e sconosciuti, spiegano l’evidente molteplicità delle nostre caratteristiche individuali : la tonicità, l’elasticità, la resistenza cutanea, la consistenza ghiandolare, la presenza di strie cutanee o smagliature, le gravidanze e l’allattamento, l’assunzione di farmaci anticoncezionali ecc sono solo alcuni esempi di fattori che possono avere una grande influenza sulla forma e aspetto del seno.

Normalmente la discesa o ptosi dell’areola e del capezzolo è di maggiore entità e più evidente di quella della ghiandola mammaria nel suo insieme mentre il solco sotto-mammario mantiene praticamente invariata la sua posizione: il processo è molto lento, ma continuo.

Anche se sono state proposte diverse classificazioni per identificare con esattezza il grado e la gravità della ptosi mammaria, rimane indispensabile interpretare il disagio personale vissuto dalla paziente, a prescindere dalla propria età anagrafica.

La mastopessi modella il seno che ha perso le caratteristiche tipiche dell’adolescenza: la forma gradevolmente conica o rotondeggiante, ma soprattutto la capacità di autosostenersi senza utilizzo di reggiseno.

Questo deve essere realizzato senza l’inserimento o l’utilizzo di alcun tipo di protesi mammaria o altro materiale sintetico. Perché questo possa avvenire il chirurgo plastico deve prima di tutto valutare se esiste un adeguato volume, se vi sia cioè “stoffa” sufficiente che possa essere modellata.

La misura di reggiseno della paziente darà un’idea indicativa di questo primo aspetto.

L’intervento in sintesi prevede l’asportazione della cute in eccesso, il trasferimento delle areole ad una posizione più elevata, il modellamento della ghiandola mammaria.

Quest’ultimo è il punto chiave dell’intervento: la forma, la proiezione, la perfetta simmetria della ghiandola deve essere attentamente progettata prima dell’intervento ma soprattutto deve avere caratteristiche di solidità e resistenza architettonica nel tempo. La cute di conseguenza deve solo adattarsi con estrema naturalezza, senza eccessiva, innaturale tensione, alla forma creata, nello stesso modo con cui un abito di sartoria si adatta alla nostra persona.

Alla cute non deve essere lasciata alcuna funzione di sostenimento, di “reggiseno”, per la semplice ragione che non ha caratteristiche di resistenza per questo compito.

Le uniche cicatrici visibili, in accordo con le tecniche più recenti, sono quella circolare intorno all’ areola e quella verticale, dal margine inferiore dell’areola al solco sottomammario.

Di fatto con il passare del tempo, se la guarigione è avvenuta normalmente, diventano poco visibili. Una volta eseguiti i necessari esami pre-operatori e la visita con il medico anestesista, l’intervento è eseguito in anestesia locale associata a sedazione ed è della durata di circa un’ora.

La paziente, può lasciare la clinica il giorno stesso. Il dolore è limitato a un senso di indolenzimento che può essere facilmente alleviato da comuni analgesici.

Di fatto, la paziente può riprendere la propria vita lavorativa e sociale (se non prevede intensa attività fisica) già due giorni dopo l’intervento.

Seguiranno alcune medicazioni di controllo nei giorni successivi:i punti sono in materiale assorbibile e non devono essere rimossi.

La funzione di allattamento della mammella è generalmente preservata ma è comunque consigliabile posticipare l’intervento se è prevista una maternità imminente.

FOTO PRIMA E DOPO MASTOPESSI