MAMMELLA TUBEROSA
Chirurgia estetica - seno donna
Nell’ambito delle mastoplastiche additive esiste un capitolo speciale che mette seriamente a prova l’esperienza e l’abilità del chirurgo per le particolari difficoltà.
Il seno tuberoso è una malformazione di gravità variabile della ghiandola mammaria che si presenta allungata, di aspetto tubulare, innaturalmente concentrata dietro l’areola.
I quadranti inferiori appaiono piatti e svuotati; la mammella presenta una forma irregolare, bizzarra, a volte quasi ad uncino perdendo completamente grazia ed eleganza.
Il problema si manifesta a partire dalla pubertà, quando il seno comincia ad evidenziarsi ed è comprensibile come possa divenire un serio problema da un punto di vista psicologico per un’adolescente. I rapporti interpersonali, la vita sessuale, la percezione della propria immagine ne vengono pesantemente compromessi proprio negli anni più importanti per lo sviluppo e la maturazione di ogni donna.
Quanto prima sarebbe quindi opportuno chiedere il parere di uno specialista in chirurgia plastica perché valuti attentamente il caso.
E' opportuno portare con sé con ogni tipo di documentazione clinica di interesse ( cartelle cliniche, visite specialistiche ecc) per una corretta e completa raccolta anamnestica relativa allo stato di salute, malattie ereditarie , terapie in atto, allergie ecc.
Ciò garantirà di riconoscere per tempo eventuali controindicazioni o limitazioni alla chirurgia.
E’ necessario sottoporsi agli esami clinici pre-operatori prescritti. Regola generale per ogni intervento chirurgico ma imperativo per questo è la sospensione del fumo almeno due settimane prima e due dopo l’intervento, come pure evitare l’assunzione di aspirina ed altri farmaci anti-infiammatori che possono aumentare il rischio di sanguinamento.
Il mancato rispetto delle consegne pre-operatorie comporterà l’annullamento dell’intervento.
La risoluzione, che è solo chirurgica, non si presenta di facile realizzazione: non basterebbe infatti il semplice impianto di protesi mammarie secondo la tecnica usuale. Il risultato sarebbe estremamente scoraggiante e accentuerebbe ancora di più l’aspetto innaturale.
La prima fase dell’intervento deve invece essere dedicata al paziente modellamento della ghiandola mammaria tuberosa in modo da modificarne la forma e distenderla perché possa fornire una buona copertura della protesi sottostante, premessa per un risultato soddisfacente.
In effetti è questo il punto cruciale dell’intervento superato il quale potranno essere finalmente collocate le protesi mammarie (scelte con accuratezza durante le visite precedenti) che provvederanno ad incrementare il volume e la proiezione in avanti del seno.
Le cicatrici sono generalmente di buona qualità perché spesso localizzate esclusivamente lungo il confine naturale tra la cute rosea del seno e quella pigmentata dell’areola.
Circa un'ora.
Il dolore è limitato a un senso di indolenzimento che può essere facilmente alleviato da comuni analgesici.
L’intervento è eseguito in anestesia generale
La paziente, può lasciare la clinica la mattina successiva. Dovrà essere seguita la terapia antibiotica e antiinfiammatori prescritta dal chirurgo per tutta la settimana successiva.
I drenaggi vengono rimossi normalmente dopo pochi giorni. I punti esterni sono in materiale bio-degradabile e non devono pertanto essere rimossi. È necessario indossare un reggiseno di tipo sportivo giorno e notte per alcune settimane. La normale attività quotidiana o lavorativa sedentaria potrà essere ripresa una settimana dopo; un'attività fisica leggera può essere cominciata gradualmente a partire dalla seconda settimana dall'intervento.
Come accade per ogni altro intervento chirurgico è necessario attendere che i tempi di guarigione portino allo smaltimento di tutti gli effetti legati all’infiammazione acuta, in particola l’edema o gonfiore con una certa sensibile variazione tra caso e caso legata alla risposta e alla sensibilità individuale.
Di questo deve essere perfettamente edotta la paziente durante i precedenti colloqui perché possa accettare senza paure e con un po’ di pazienza i primi lividi come parte normale e inevitabile dei primi tempi post-operatori; in ogni caso la loro maggiore o minore persistenza non modificherà in alcun modo il risultato definitivo.
La funzione di allattamento della mammella è generalmente ben conservata ; tuttavia per l’inevitabile interruzione di alcuni dotti galattofori (10-15%) si consiglia generalmente di posticipare l’intervento ad un epoca in cui non siano previste ulteriori gravidanze.
Le complicanze si possono teoricamente verificare in tutti i tipi di chirurgia. Quelle che avvengono in chirurgia estetica sono sempre moderate.
Il rischio di ematomi o di sieromi è raro.
Più concreto è invece il rischio nelle pazienti diabetiche scarsamente compensate o nelle fumatrici che non si siano astenute per almeno due settimane prima e quattro dopo l'intervento di sofferenze di gravità variabile dei lembi cutanei (necrosi, infezioni, ecc) che dovranno essere affrontati con ulteriori interventi correttivi.
L'infezione è un evento eccezionale che viene affrontato e risolto con opportuna terapia antibiotica.
Dai 5000 ai 7000 euro




