Plastica Cicatrici

Il soggetto tipicamente candidato per questo genere di intervento:
• esiti di traumi lacero-contusivi 
• esiti di incidenti stradali 
• esiti ferite da taglio 
• esiti di ustione con liquidi o oggetti surriscaldati 
• esiti di ustione con liquidi causticanti 
• esiti di pregressi interventi chirurgici 
• altro

Con questo termine ci si riferisce genericamente a tutte le tecniche chirurgiche disponibili per migliorare l’aspetto delle cicatrici (tramite correzione o riduzione delle stesse).
La cicatrizzazione è un processo naturale programmato per la riparazione di ogni tessuto. La sua estrema efficienza si basa fondamentalmente sulla produzione e deposizione di tessuto fibroso da parte di cellule specializzate, la creazione di una nuova fitta rete di vasi sanguigni oltre che su una complicata serie di eventi che ne permettono il perfetto funzionamento.

L’aspetto finale delle cicatrici dipende da molte variabili: la sede, il tipo di trauma, da condizioni patologiche locali o generali (per esempio, contaminazioni batteriche, diabete, deficit vascolari ecc). 
In alcune aree anatomiche guariscono classicamente in modo eccellente (palpebre per esempio) mentre in altre lo fanno spesso con difficoltà (pere esempio dita e ginocchia). 

Vi sono casi in cui per diverse ragioni, la guarigione avviene in modo eccessivo e tumultuoso: quando ciò avviene entro i limiti della ferita originaria si parla di cicatrice ipertrofica; quando i limiti sono superati e la crescita appare realmente incontrollata si parla di cheloide
La natura retraente delle cicatrici può essere responsabile di seri e importanti deficit funzionali limitando variamente la mobilità delle sedi colpite. 
Allo stato attuale, le cicatrici (come anche le smagliature del resto) non possono essere cancellate, eliminate completamente; il compito del chirurgo plastico è quindi quello di cercare di renderle il meno evidenti possibile e quindi più accettabili. 

PRIMA VISITA

E' opportuno portare con sé con ogni tipo di documentazione clinica di interesse (cartelle cliniche, visite specialistiche ecc) per una corretta e completa raccolta anamnestica relativa allo stato di salute, malattie ereditarie, terapie in atto, allergie, ecc. 
Ciò garantirà di riconoscere per tempo eventuali controindicazioni o limitazioni alla chirurgia. 
E’ necessario sottoporsi agli esami clinici pre-operatori prescritti. 
Regola generale per ogni intervento chirurgico ma imperativo per questo è la sospensione del fumo almeno due settimane prima e quattro dopo l’intervento, come pure evitare l’assunzione di aspirina ed altri farmaci anti-infiammatori che possono aumentare il rischio di sanguinamento.
Il mancato rispetto delle consegne pre-operatorie comporterà l’annullamento dell’intervento. 

CHE COSA SI PUO' FARE?

La maggior parte delle cicatrici migliorano spontaneamente, mese dopo mese; è fondamentale perciò che prima di ogni scelta di tipo chirurgico sia trascorso un lasso di tempo sufficiente perché la cicatrice sia andata incontro, come si dice, a “maturazione” e si sia cioè stabilizzata. 
Ciò può richiedere da qualche mese a un anno e più. 

TRATTAMENTI MEDICI

Terapia compressiva, massaggi: questo genere di trattamento è valido e proponibile per cicatrici recenti (alcuni mesi) e si basa sulla quotidiana compressione con speciali supporti di silicone o sul massaggio energico con creme specifiche.

Infiltrazione con corticosteroidi: la tecnica è rivolta tipicamente al trattamento di cheloidi e cicatrici ipertrofiche con il duplice scopo di inibire la produzione di tessuto cicatriziale e di ridurre la consistenza e il volume di quello presente. 

TRATTAMENTI CHIRURGICI

In presenza di cicatrici di vecchia data può essere opportuno procedere alla completa rimozione (in uno o più tempi) di tutta la cicatrice, riconfezionando una nuova sutura tra piani cutanei regolari, sani, perfettamente affrontati. 

Nello stesso tempo si farà il possibile per orientare convenientemente la futura cicatrice secondo le linee naturali della pelle per renderla così meno visibile. 
Nel caso di cicatrici retraenti che limitano cioè la mobilità o il movimento dell’area colpita, si ricorre a tecniche diverse quali per esempio la “Z” plastica che ne aumentano l'elasticità e la mobilità. 

Per le lesioni cicatriziali più importanti o sfiguranti ci si dovrà avvalere di tecniche ben più complesse come l’utilizzo di lembi di varia natura o l’espansione cutanea (protesi espandibili poste sottocute vengono progressivamente gonfiate aumentando di fatto la superficie cutanea e ottenendo così una quantità di tessuto sano sufficiente alla riparazione). 

Anche la lipostruttura è un arma in più a disposizione del chirurgo plastico e non solo per correggere depressioni e avvallamenti: secondo studi recenti migliorerebbe molto  a distanza di tempo la qualità della pelle e delle cicarici sovrastanti.

QUANTO DURA L'INTERVENTO?

A seconda della dimensione della cicatrice e della tecnica scelta, da 15 minuti a 1 ora e mezza. 

CHE TIPO DI ANESTESIA E' NECESSARIA?

A seconda dell’intervento proposto, anestesia locale semplice, anestesia locale associata a sedazione o anestesia generale. 

E IL PERIODO POST OPERATORIO?

Dovrà essere seguita la terapia antibiotica e antiinfiammatori prescritta dal chirurgo per tutta la settimana successiva. 

I punti esterni sono in materiale bio-degradabile e non devono pertanto essere rimossi. 
È fondamentale il riposo se la cicatrice è a carico di distretti corporei sottoposti ad ampi movimenti o tensioni. 
Come accade per ogni altro intervento chirurgico è necessario attendere che i tempi di guarigione portino allo smaltimento di tutti gli effetti legati all’infiammazione acuta, in particola l’edema o gonfiore con una certa sensibile variazione tra caso e caso legata alla risposta e alla sensibilità individuale. 

COMPLICANZE POST OPERATORIE 

Le complicanze si possono teoricamente verificare in tutti i tipi di chirurgia. 
Più concreto è invece il rischio nei pazienti diabetici scarsamente compensati o nei fumatori che non si siano astenuti per almeno due settimane prima e quattro dopo l'intervento di sofferenze di gravità variabile dei lembi cutanei (necrosi, infezioni, ecc) che dovranno essere affrontati con ulteriori interventi correttivi. 
L'infezione è inconsueta e viene affrontata con terapia antibiotica. 

SCHEMA RIASSUNTIVO
Durata trattamento: da 15 minuti a 1,5 ore
Anestesia: a seconda, locale, locale + sedazione, generale
Controlli: il giorno successivo, 3 e 7 giorni dopo 
Ritorno alle normali attività: da 1 giorno a una settimana

FOTO CASI PRIMA E DOPO