Nei e tumori della pelle

Rari alla nascita, i nei o nevi si sviluppano con il passare del tempo, e ne possono comparire di nuovi fino all'età di circa 40 anni.
Essi costituiscono delle lesioni pigmentate della pelle che risentono degli stimoli ormonali (gravidanza ecc) e tendono a regredire con la vecchiaia. 

Simili all’apparenza, sono in realtà estremamente diversi da loro a seconda delle caratteristiche istologiche: a nomi complessi quali “nevi giunzionali” “intradermici” “compositi” ecc. corrispondono evoluzioni cliniche molto diverse.

I nei possono subire trasformazioni visibili anche ad occhio nudo (sanguinare, aumentare rapidamente di dimensione, modificare la forma, cambiare colore, “dare presenza di se”, ecc); questi segnali devono essere rapidamente interpretati dal medico specialista per escludere degenerazioni pericolose.

Esiste una facile regola, detta ABCD, che può aiutare a ricordare, cioè:
  • A come Asimmetria nella forma (i nei benigni sono generalmente di forma regolarmente circolare);
  • B come Bordi irregolari e discontinui
  • C come Colore (cambiamenti di intensità o distribuzione del colore, sfumature diverese, ecc)
  • D come Dimensioni nel senso di aumento (larghezza, spessore, ecc).
L’importanza della “auto ispezione” e la “mappatura” eseguita dallo specialista costituiscono l’arma più efficace nella prevenzione dei tumori cutanei, primo tra tutti il melanoma.

PRIMA VISITA PER PATOLOGIE CUTANEE

Durante la prima visita per la valutazione delle patologie cutanee è opportuno portare con sé con ogni tipo di documentazione clinica di interesse (cartelle cliniche, visite specialistiche ecc) per una corretta e completa raccolta anamnestica relativa allo stato di salute, malattie ereditarie , terapie in atto, allergie ecc.

Ciò garantirà di riconoscere per tempo eventuali controindicazioni o limitazioni alla chirurgia. 

E’ necessario sottoporsi agli esami clinici pre-operatori prescritti. 
Regola generale per ogni intervento chirurgico è evitare l’assunzione di aspirina ed altri farmaci anti-infiammatori che possono aumentare il rischio di sanguinamento. 

TUMORI DELLA PELLE


I tumori della pelle più comuni sono costituiti dai cosiddetti "epiteliomi" (tra questi, carcinomi baso-cellulare e spino cellulare) che costituiscono oltre il 90 % di tutti i tumori della pelle. 

Per questi, uno dei principali fattori di rischio è l'esposizione cronica ai raggi solari (viso, orecchie, collo, cuoio capelluto, spalle e dorso sono in genere le aree più frequentemente colpite) e meno frequentemente sono provocati da contatto con arsenico o altre sostanze cancerogene, l'esposizione a radiazioni ionizzanti, carenze immunitarie acquisite (chemioterapie, trapianti d’organo, AIDS ecc) o su base genetica.

Questi tumori sono circa 50 volte di più frequenti dei melanomi e per fortuna molto meno temibili.

Il melanoma colpisce prevalentemente soggetti di età compresa tra i 30 ed i 60 anni ed è rarissimo prima dell'adolescenza; può crescere in ogni parte della cute oppure prendere origine su un neo preesistente.
Per il melanoma i fattori di rischio sono noti soltanto in parte e tra questi: la familiarità (casi di melanoma in famiglia), individui con più di 50 nei (specie se di pelle, occhi, capelli di colore chiaro), pregresse ustioni (anche solari).

Il melanoma può insorgere in qualsiasi parte del corpo (comprese le mucose della bocca e dei genitali), tuttavia le sedi più comuni sono la testa, il collo e il tronco per gli uomini, gli arti per le donne.

Le lesioni più insidiose sono quelle a livello di sedi che normalmente sfuggono alla nostra attenzione, come per esempio il cuoio capelluto o la piega tra le dita dei piedi. 

Ricordiamo che in ogni caso, la diagnosi precoce cioè il suo riconoscimento (e la sua asportazione) durante le fasi iniziali dello sviluppo tumorale garantisce un alta probabilità di guarigione definitiva.

COME AVVIENE L'INTERVENTO?

Quando le dimensioni dei nei o delle lesioni cutanee sono abbastanza piccole, possone essere asportate direttamente, in semplice anestesia locale. 
Compito del  chirurgo plastico è quello di garantire la radicalità (cioè l'asportazione completa) del trattamento ponendo tutta la cura per minimizzare le cicatrici (per esempio, nascondendo l'incisione lungo pieghe naturali, utilizzando strumentario, suture e tecniche atrumatiche, ecc).

Quando la lesione cutanea si trova in aree anatomiche particolarmente delicate o importanti (naso, palpebre, viso, ecc) o p
resenta dimensioni tali da non consentire una rimozione diretta, bisogna ricorrere a tecniche ricostruttive più complesse (lembi, innesti, ecc) progettate di volta in volta. 
In altri casi, quando non vi è particolare urgenza o necessità di radicalizzazione immediata (come è il caso di grossi nei congeniti) può essere preferibile un'asportazione in più tempi, a distanza di diversi mesi, per evitare demolizioni troppo  
importanti e contenere la lunghezza delle cicatrici necessarie. 

...SI PUO' USARE IL LASER?...

La tecnica laser per quanto sia istintivamente più accattivante e possa indurre a credere di poter ottenere i migliori risultati, presenta in realtà alcuni inconvenienti che ne sconsigliano l'uso per la rimozione dei nei. 

Non bisogna infatti dimenticare che il raggio laser provoca una doppia lesione ai tessuti: da taglio e da ustione (il raggio laser scotta…) con un'alta probabilità di evoluzione esteticamente poco favorevole, come cicatrici ipertrofiche, cheloidi, eccetera. 

Ma la ragione più importante è che il pezzo asportato in questo modo viene "cotto", carbonizzato e risulterà pertanto illeggibile dall'anatomopatologo: non potremmo cioè ottenere alcun esame istologico e sapere nè che "cosa" è stato tolto nè se è stato tolto completamente. 

Al contrario con la tecnica "fredda" micro-chirurgica (micro-bisturi) il trauma locale è ridotto al minimo, i margini della ferita, perfettamente lineari, possono essere affrontati con assoluta precisione e suturati con fili estremamente sottili. 
Questo garantisce una guarigione normalmente eccellente. L'aspetto della cicatrice è immaginabile come un semplice, corto segmento lineare. Il frammento verrà naturalmente inviato per esame istologico. 

SCHEMA RIASSUNTIVO
  • Durata trattamento: da 10 min a 1 ora.
  • Anestesia locale
  • Controlli post operatori il giorno successivo e sette giorni dopo
  • Ritorno alle normali attività immediata