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trattamento iperidrosi ascellare con botulino milano cremona 01-02-2016
Un’arma in più contro l’ipersudorazione ascellare
L’impiego del botulino per constrastare l’ipersudorazione delle ascelle è pratico e poco invasivo

Molti sanno che l’iperidrosi (ascellare in particolare) può essere trattata molto efficacemente con la tossina botulinica.

Il trattamento dell’iperidrosi ascellare con iniezioni di botulino è molto rapido perché si basa sull’infiltrazione diretta di minime quantità di prodotto, iniettato con un ago sottilissimo.

Rapido e soprattutto efficace perché interferisce selettivamente proprio nel punto in cui le fibre nervose raggiungono le ghiandole sudoripare, inattivandole.

In pratica è come se ad un elettrodomestico staccassimo la presa di alimentazione elettrica.

Nel caso, per esempio, di iperidrosi ascellare la tecnica tradizionale prevede il trattamento omogeneo di tutta l’area, secondo uno schema geometrico, effettuando le infiltrazioni a distanza regolare una dall’altra.

Bisogna sapere però (informazione particolarmente utile nel caso dell’ascella) che non tutta la superficie cutanea è responsabile nello stesso modo dell’iper-produzione di sudore ma lo sono solo alcune zone, chiamiamole “zone calde”, di grandezza variabile e distribuite irregolarmente nel suo ambito, invisibili ad occhio nudo.

Come fare allora per individuarle?

Esiste un piccolo trucco per ottenere rapidamente una chiara mappatura cutanea che permette di localizzare con precisione i punti più “umidi” cioè quelli in cui si trova la massima concentrazione di ghiandole sudoripare iperattive.

Si tratta semplicemente di inumidire la pelle con della soluzione iodata (Betadine, per esempio) e "spolverarla" subito dopo con della fecola di patate: per quanto strano possa sembrare, la combinazione di queste due sostanze reagisce chimicamente con il sudore (e maggiormente deve ve n’è di più) mettendo in risalto, colorandole nettamente di nero, le aree più “bagnate”.

Questa informazione è importante perché consente di sfruttare al meglio la piccola quantità del prezioso farmaco che potrà a questo punto essere utilizzata solo nelle zone di iperattività e non in quelle contigue a normale attività secretoria.

Grazie all’ottimizzazione della terapia, la superficie da trattare potrà quindi essere molto più ampia a parità di prodotto utilizzato abbattendo perciò anche i costi complessivi.

Infine, saranno necessarie molte meno punturine per distribuire la tossina botulinica e di questo siamo certi che ce ne sarà grato il paziente