Trapianto di capelli: galleria prima dopo

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Le tecniche chirurgiche di trapianto di capelli per la correzione delle calvizie o dei diradamenti, soprattutto nell’uomo, si sono estremamente raffinate: alla base di tutto vi è la comprensione della vera causa che porta alla caduta del capello

 

Sopratutto nell’uomo,  la presenza di recettori ormonali, geneticamente trasmessi da padre in figlio, innescano un processo di ossidazione distruttiva a livello dei bulbi piliferi solo in alcune zone del cuoio capelluto.  Questo spiega perché i capelli trapiantati da aree geneticamente indenni dal problema (regione occipitale) possono attecchire e sopravvivere per tutta la vita, senza mai cadere.

Il trapianto di capelli è indicato per correggere:

  • fronte troppo alta
  • stempiatura
  • diradamento dei capelli
  • cute visibile sotto i capelli
  • effetto “bambola” di precedenti operazioni (tecnica “a isole”)
  • assenza di sopracciglia o sopracciglia eccessivamente diradate
  • aree glabre post-traumatiche o esiti di ustione

    La forma più comune è detta alopecia androgenica o ippocratica che colpisce il 65% degli individui maschi e il 15-25% delle femmine ciò rappresenta quindi il 90% delle alopecie mentre il restante 10% è provocato da cause molto diverse come ustioni, stress, tumori ed altre patologie.

L’alopecia androgenica dipende sia da una predisposizione genetica (genitori o nonni portatori di calvizie) che ormonale. In realtà quello che si eredita è una sensibilizzazione dei capelli appartenenti ad alcune aree tipiche agli ormoni maschili: ciò si manifesta infatti classicamente con la pubertà.
La loro presenza determina una reazione fisico-chimica che finisce per danneggiarli in modo variabile e provocarne la caduta.

I capelli della regione temporale ed occipitale ne sono invece immuni, il che equivale a dire che sono programmati geneticamente per durare tutta la vita. Questa è la ragione per la quale, anche se trapiantati in un’area differente, continueranno il loro normale ciclo vitale.
Normalmente i primi segni di diradamento compaiono intorno ai 18-20 anni in coincidenza con i massimi livelli di testosterone circolante e sono tipicamente evidenti al vertice e al margine frontale del capillizio. L’evoluzione è progressiva e irreversibile fino alla caduta del capello geneticamente predisposto.
In generale, quanto più è rapido il processo quanto peggiore è la prognosi, se non si interviene adeguatamente.
Per la prima visita per la chirurgia delle calvizie è opportuno portare con sé con ogni tipo di documentazione clinica di interesse ( cartelle cliniche, visite specialistiche ecc) per una corretta e completa raccolta anamnestica relativa allo stato di salute, malattie ereditarie , terapie in atto, allergie ecc. Ciò garantirà di riconoscere per tempo eventuali controindicazioni o limitazioni alla chirurgia.
E’ necessario sottoporsi agli esami clinici pre-operatori prescritti. Regola generale per ogni intervento chirurgico è la sospensione del fumo almeno due settimane prima e due dopo l’intervento, come pure evitare l’assunzione di aspirina ed altri farmaci anti-infiammatori che possono aumentare il rischio di sanguinamento. Il mancato rispetto delle consegne pre-operatorie comporterà l’annullamento dell’intervento.

Avete qualche dubbio o domanda?

Per ogni ulteriore informazione potete contattare, senza impegno,  il Dott. Lucchesi utilizzando il form sottostante