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25-01-2016
Tecniche di chirurgia estetica per la lipodistrofia
La comparsa di accumuli adiposi localizzati su alcune aree del corpo e lo svuotamento di tessuto adiposo su altre possono essere sintomo di lipodistrofia

I portatori di sindrome di immunodeficienza acquisita (AIDS) possono oggi, per fortuna, godere di cure e di controlli efficaci e assolutamente impensabili quando la malattia venne diagnosticata per la prima volta, alcuni decenni fa.

Le terapie mediche e farmacologiche attuali si sono perfezionate a tal punto da consentire non solo una sopravvivenza enormemente dilatate ma anche una qualità di vita per certi versi quasi normale e sono stati descritti pertanto effetti della malattia a lungo termine.

Quelli di nostro interesse possono essere riassunti nel termine "lipodistrofia": con questa parola si intende genericamente un’alterata distribuzione del grasso nel corpo, sia in senso di perdita che di accumulo.

Nei pazienti sieropositivi si ha frequentemente riassorbimento di grasso nel volto, nelle guance particolarmente, cosa che rende la fronte più prominente conferendo un’espressione caratteristica.

La perdita di volume adiposo interessa comunemente anche le braccia, le cosce e i glutei.

Di segno diametralmente opposto è invece la comparsa di accumuli adiposi nella regione nucale e dorsale superiore che possono assumere forma di vero e proprio "gibbo".

Accumuli lipodistrofici simili sono comunque evidenti anche nel giro-vita, addome e petto.

Anche le soluzioni a disposizione sono quindi di segno opposto:


  • per la perdita di tessuto adiposo (in particolare del volto) sarà necessario ricorrere a filler sintetici (acido jaluronico) o, meglio, a lipostruttura (trasferimento di tessuto adiposo prelevato altrove) che consentirà di mobilizzare senza rischi volumi molto maggiori

  • per gli accumuli adiposi localizzati il problema verrà risolto aspirando o modellando il grasso in eccesso secondo moderne tecniche di liposcultura.