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26-10-2015
Gli xantelasmi: un problema diffuso
È tutt’altro che rara, verso la mezza età ma anche prima, la comparsa di caratteristiche chiazze giallastre sulle palpebre, piatte, chiamate xantelasmi.

Le loro dimensioni variano da pochi millimetri a vere e proprie placche di alcuni centimetri di lunghezza, nettamente delimitate, tipicamente localizzate verso l’angolo interno dell’occhio.
Non si tratta sostanzialmente di nulla di pericoloso essendo costituite per la maggior parte da lipidi (cioè da grassi): da notare però che nel 50% dei casi è effettivamente presente un aumento dei livelli di trigliceridi o del colesterolo circolanti per cui un controllo ematico può essere consigliato.

Gli xantelasmi hanno tendenza a confluire tra di loro ed ingrandirsi con in il tempo, anche se si tratta di lesioni assolutamente benigne.
Sono così ben riconoscibili che non vi è praticamente rischio che siano confuse con altre, più pericolose.

La facilità della diagnosi clinica non esclude però che una volta rimosse siano comunque inviate per esame istologico.
Il problema degli xantelasmi è quindi soprattutto di tipo estetico per la colorazione accesa che contrasta nettamente con la pelle delle palpebre, specie se di tonalità un po’ scura.

Lo sguardo ne risulta notevolmente invecchiato (anche per la frequente concomitanza di eccessi cutanei) e nei casi più evidenti l’aspetto può essere quasi grottesco.

Una delle soluzioni più efficaci è rappresentata dalla loro rimozione radicale ambulatoriale attraverso micro-bisturi e micro-suture che non lasciano praticamente alcun segno visibile. L’intervento dura veramente pochi minuti con ritorno immediato a casa.

Può essere associata, se vi sono le condizioni, a blefaroplastica per l’asportazione della cute in eccesso o delle borse adipose con un ottimo effetto ringiovanente dello sguardo.