Chirurgia Plastica nel Transessualismo (prima parte)

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Chirurgia Plastica nel Transessualismo (prima parte)

Che cosa è il Transessualismo? La persona transessuale non si identifica nel proprio sesso biologico ma in quello opposto: questa discrepanza si traduce frequentemente in un disagio che può manifestarsi già nei primi anni di vita, ma anche nell’adolescenza o, più raramente, nell’età adulta.

 

La realtà transessuale investe entrambe le direzioni di transizione: transessuali maschi transizionanti femmina (MtF) e transessuali femmine transizionanti maschio (FtM).

Considerare questo stato come una “malattia” e cercare di “curarla” come tale, non solo non risolverà il problema ma ne accentuerà la gravità. In particolare proprio in questi giorni l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stabilito che il transessualismo non è una malattia e che deve essere considerato parte della diversità umana e deve essere trattato con rispetto.

Spesso viene confusa la Transessualità con l’Omosessualità: nella prima il sesso psichico (appunto la “identità di genere”) è opposto rispetto a quello anatomico; l’omosessualità è invece semplicemente un orientamento sessuale.

Il percorso della persona trans non ne condiziona l’orientamento: al pari delle persone non-transessuali potrà seguire le sue scelte sessuali (omo-, etero-, bi, a-sessuale).

Questo stato genera però un malessere profondo che porta prima ad intraprendere faticosi ed impegnativi percorsi di ricerca interiore, alla ricerca di sé stessi, e conduce poi frequentemente sulla strada tortuosa della “Riassegnazione Chirurgica del Sesso”.

 

Quali i primi passi da compiere?

La persona transessuale che si identifichi come tale dovrà inizialmente rivolgersi a strutture o medici specialisti (psichiatri) che possano riconoscere uno stato di transessualismo: questo è necessario per ottenere il Nulla Osta per poter cominciare la terapia ormonale (che dovrà essere continuata poi per tutta la vita), sotto il controllo di un endocrinologo.

Gli effetti di questa terapia potranno avere anche valenza “auto-diagnostica” sia in senso confermativo, rafforzando la persona nei propri propositi o al contrario indurlo a riconsiderare tutto il percorso: entro certi limiti la terapia ormonale è infatti reversibile.

Inizia poi quella che è di fatto un’“esperienza di vita reale” o “real life test”: sempre sotto controllo psicologico, il paziente inizia a “vivere” nel mondo come persona del sesso a cui sente di appartenere, adottando il ruolo di genere conseguente in termini di abbigliamento, comportamento, integrazione, ecc.

Al termine di tale periodo lo psichiatra potrà rilasciare una perizia in cui si escludano psico-patologie e si attesti che il soggetto sia in possesso di capacità decisionali integre.

Solo così potrà presentare domanda presso il Tribunale di residenza per ottenere (legge 164/82) l’autorizzazione per gli interventi chirurgici demolitivi: vagino-plastica, per individui MtF – isterectomia, mastoplastica riduttiva per quelli FtM.

Ricordiamo che una sentenza della Suprema Corte Costituzionale (5 Novembre 2015) ha sancito che nel transessualismo non sarà più necessario l’intervento chirurgico di rettificazione del sesso per cambiare il proprio genere e il proprio nome anagrafico.

A questo punto si potrà procedere, facendo domanda con la seconda istanza, per la Rettifica Anagrafica.

Dopo di ciò, nome e sesso sui documenti vengono cambiati (con l’eccezione del casellario giudiziario e l’estratto integrale di nascita) e la transizione legale è di fatto conclusa, lasciando all’iniziativa personale la volontà di proseguire un percorso chirurgico di perfezionamento del proprio aspetto.

 

Quali quindi le tecniche di Chirurgia Plastica nel transessualismo?

 

Le tecniche più attuali ricadono in una serie di procedure codificate sotto il termine di “SURGICAL TRANSITION MODELING“®

Tra gli interventi attualmente più richiesti vi sono quelli di femminilizzazione-mascolinizzazione del viso, le mastoplastiche additive e soprattutto quelli finalizzati alla mascolinizzazione del torace, nel percorso FtM (femmina-maschio), in particolare:

1. “Mammoplastica Lineare Immediata e Riposizionamento” ®

2. “Mammoplastica Peri-Areolare Conservativa”®

3. “Mammoplastica Concentrica”

4. “Sculpt-transition”

Nel prossimo articolo esamineremo punto per punto queste metodiche.

 

Avete qualche dubbio o domanda?

Per ogni ulteriore informazione potete contattare, senza impegno,  il Dott. Lucchesi utilizzando il form sottostante